Il mio ruolo attuale nello Zoo di Kolmarden mi permette di visitare una volta a settimana tutti i dipartimenti zoologici e aiutarli nelle sfide comportamentali degli animali. I Dipartimenti sono:  Kolosseum, primati, America del Sud, uccelli rapaci, carnivori, erbivori,  animali marini e animali da fattoria. Il livello di conoscenza riguardo l’addestramento è diverso in ciascuno di questi dipartimenti e ciascuno ha le proprie idee e i propri obiettivi.

Al Kolosseum (elefanti) utilizzano spesso una tecnica chiamata “Choice and control” mentre nell’area rapaci sono molto creativi riguardo recalls and stations. Piano piano stiamo cambiando il modo di lavorare con i nostri animali MA c’è qualcosa che accomuna tutti i dipartimenti… problemi di comunicazione!!

Molti dei problemi che abbiamo con gli animali derivano da una debole comunicazione tra il team. Se andiamo ad analizzare un comportamento non desiderato, questo comportamento 9 volte su 10 si verifica perché qualcuno del team lo sta in qualche modo rinforzando senza parlarne con il team. Perché non passiamo le comunicazioni? Abbiamo problemi ad ammettere di sbagliare? Condividere con il team e avere fiducia gli uni degli altri porta vantaggio soprattutto ai nostri animali, comportamenti più stabili e criteri più alti. Come possiamo migliorare questi aspetti?
Chiunque direbbe che addestrare animali è piuttosto facile, si rinforza il comportamento desiderato e si ignorano gli insuccessi. Comunicare con un animale è piuttosto semplice soprattutto quando esiste un piano addestrativo ben delineato. Si parla sempre di un piano A e un piano B. Normalmente nel piano A sono descritti gli step del comportamento da addestrare. Nel piano B è descritto ciò che gli addestratori possono o non possono fare. Questi 2 piani aiutano nella comunicazione e nell’addestramento. Quando un addestratore conclude l’addestramento di un comportamento  e “passa” tale comportamento agli altri, è li che nascono i problemi! Per cui la cosa migliore è essere molto precisi nelle informazioni che diamo riguardo criteri, bridges e segnali e risolvere i problemi a mano amano che si presentano.

Quando parliamo di ABC, linguaggio molto comune nel m ondo addestrativo, la A significa ANTECEDENTE, B (beahaviour) significa COMPORTAMENTO,  C significa CONSEGUENZA.  Se ci focalizziamo su queste 3 lettere e diamo importanza solo al comportamento desiderato riusciamo a risolvere qualsiasi tipo di comportamento sbagliato e portarlo sulla strada giusta. Quando un team ha ben chiaro che deve ignorare un comportamento non desiderato e rinforzare quello desiderato la maggior parte dei problemi di comunicazione sono risolti.

Sembra tutto molto facile ma la realtà è che è molto complicato capire e mantenere il concetto di bianco o nero addestrativamente parlando.  Le persone non accettano facilmente le critiche e a volte vogliono avere l’ultima parola,  per questo  la comunicazione diventa difficile.
Alla fine, quello che dobbiamo capire è che anche se non tutti siamo della stessa idea, la strada da prendere per il bene degli animali deve essere la stessa per tutti.

Nel nostro Zoo, i veri dipartimenti hanno iniziato a scrivere i criteri di ogni specifico comportamento. Hanno fatto un video per ogni comportamento addestrato dove riprendono il segnale specifico e la giusta risposta dell’animale a quella richiesta. In questo modo, in caso di dubbi, è possibile rivedere i video.

Anche se abbiamo tutte queste informazioni a nostra disposizione,  non sempre riusciamo a risolvere gli ipotetici problemi che si presentano durante una sessione addestrativa. È in questo caso che entra in gioco la nostra esperienza. Un buon addestratore riesce a capire dove è il problema e a risolverlo pur uscendo da qualsiasi schema logico.

La giusta comunicazione ci aiuta ad avere meno problemi non solo con gli animali ma anche con il team. Dobbiamo essere quello che vorremmo vedere negli altri.

Translated by Angelo Henriques

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